La funzione terapeutica
Lo psicodramma è uno strumento molto
duttile, utilizzato in vari settori.
Nella sua finalizzazione
psicoterapeutica può raggiungere diversi obiettivi.
- Come
diagnostico. La sessione di psicodramma può integrare
le informazioni emerse nei colloqui individuali e soprattutto
restituire al paziente la coscienza della sua dimensione storico-evolutiva.
- Come
mezzo di facilitazione della comunicazione.
Durante il processo psicodrammatico si concretizza la
possibilità di realizzare una circolarità veramente efficace
che, a partire dal clima di spontaneità ed empatia presente
nel gruppo, favorisce l'espressione libera dei propri vissuti
e delle proprie opinioni. Il gruppo assume un valore centrale
a questo livello: funge da amplificatore dei sentimenti e dei
desideri, contiene i timori e le angosce legate al mostrarsi
agli altri e permette di condividere difficoltà, problemi ed
emozioni.
- Come
strumento psicoterapeutico
possiamo riconoscerne tre livelli, che si differenziano
per la richiesta e per la condizione psicologica del paziente:
livello di sostegno, livello di adattamento e livello di ricostruzione.
Nel
livello di sostegno si stimola la comunicazione
e questo permette la manifestazione spontanea e libera del problema.
Nel livello di adattamento
si ha la possibilità di conoscere e valutare, attraverso
l'azione, le condotte, i sintomi, le componenti nascoste della
personalità, le proprie risorse e capacità. Questo favorisce lo
sviluppo personale e l'adattamento psico-sociale creativo. Il
"qui e ora" dell'esperienza psicodrammatica permette di riconoscere
le cause del disagio, di prendere coscienza delle tendenze inadeguate
e di delineare strategie atte al loro controllo. L'assunzione
dei "ruoli" che sono propri dell'individuo e di altri che non
sono mai stati interpretati, favorisce l'attivazione delle proprie
potenzialità, l'acquisizione ed il rinforzo di condotte e difese
adattive. allo stesso modo si persegue la modifica di quelle non
funzionali.
Nel livello di ricostruzione
l'intero impianto metodologico e il ricco sistema di tecniche
concorrono a determinare una strategia adatta a favorire la maturazione
della personalità del paziente. L'emergere e l'analisi dei vissuti,
dei sogni, delle fantasie, dei desideri, dei simboli, delle metafore
- sia relativi al presente che al passato - rende possibile il
raggiungimento dell'accettazione della propria realtà e la soluzione
dei conflitti.
...Lo psicodramma è stato impiegato con ogni tipo di pazienti
psichiatrici (cfr. D.R. Buchanan, 1984; D.R. Buchanan,
J. Dubbs-Siroka, 1980, G.P. Mazzara 1994). Inoltre
è stato utilizzato con alcolisti (A. Starr, 1977;
H.B. Weiner, 1966; S. Zimberg et al., 1978), tossicomani
(E. Eliasoph, 1955; P.A. Olson, 1972), ciechi
(T.A. Routh, 1957; K.P. Altman, 1981), sordi
(L.D. Robinson, L. Clayton, 1971; D.F. Swink, 1980), pazienti
terminali (H.B. Weiner, 1975). Infine
con anziani (D.R. Buchanan, 1982) bambini
ed adolescenti (oltre ai lavori già citati, cfr. anche
P.J. Rowan, 1973). Si è sperimentata favorevolmente
la sua azione all'interno di programmi di prevenzione
(ad esempio, nei confronti dello stress che potrebbe essere indotto
da ruoli sociali particolari). Parziali modificazioni
ed aggiustamenti della tecnica hanno reso lo psicodramma applicabile
anche a gruppi di pazienti quali psicotici cronici o giovani
disadattati (come strumento di training per riacquistare
alcuni skills sociali indispensabili). Nella conduzione
di terapie di tipo behaviorista, lo psicodramma è stato impiegato
all'interno di programmi di desensibilizzazione nei confronti
di sintomi quali la claustrofobia o certe fobie per oggetti o
situazioni specifiche. J.M. Gendron (1980) ha compilato
una revisione accurata della letteratura psicodrammatica in relazione
alle differenti popolazioni di utenti.
(da Giampaolo Mazzara,
"Per aprire la mente", Borla, Roma)