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Mamme macaco affettuose come quelle umane
Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Ottobre 2009 14:29

Sull'argomento "legame madre-bambino" sono stati svolti diversi studi ormai da lungo tempo, con vari approfondimenti e saggi. La maggior parte di essi pone l'accento sull'importanza che questo legame si sviluppi in maniera adeguata.
Anche Bowlby, considerato uno tra i più grandi psicoanalisti del ventesimo secolo, nella formulazione della Teoria dell'Attaccamento, riconobbe nella componente biologica del legame di attaccamento uno degli aspetti più importanti. Il comportamento di attaccamento ha infatti come funzione quella di garantire la vicinanza e la "protezione" della figura di attaccamento. Tali legami svolgono quindi una funzione fondamentale per la sopravvivenza dell'individuo.
La Teoria dell’Attaccamento nasceva proprio con un esplicito interesse verso i primi anni di vita dell’essere umano e, più in generale, dei mammiferi. A tal proposito, una ricerca svolta da un'equipe internazionale di scienziati, pubblicata sul Current Biology, mostra come mamme macaco mettano in atto una serie di comportamenti verso i loro piccoli analoghi a quelli delle madri umane, interessante prova dell'evoluzione dell'interazione umana tra madri e figli.
I ricercatori, provenienti da Italia e Stati Uniti, hanno analizzato il comportamento degli esemplari di sesso femminile per i primi due mesi di vita dei piccoli, rilevando un'ampia gamma di atteggiamenti nelle femmine adulte estremamente simili al comportamento genitoriale assunto dagli esseri umani. Le femmine macaco assumono esattamente lo stesso comportamento nei confronti dei propri piccoli, che "baciano" addirittura facendo schioccare le labbra (un movimento definito "lip smacking"). Tra questi atteggiamenti figurano l'abitudine di osservare i piccoli a discapito delle altre cose presenti nella stanza, il tentativo di stabilire un contatto visivo tenendo la testa del piccolo e avvicinandola al proprio viso, e schioccare le labbra in direzione del neonato (un gesto poi imitato dai piccoli). Anche quando sono a una certa distanza dai cuccioli, inoltre, le madri cercano di sopperire alla distanza spostando la testa in modo da inserirsi nel loro campo visivo per attirarne l'attenzione. Anche i cuccioli hanno dimostrato di essere reattivi nei confronti delle madri, dimostrando sensibilità nei confronti dell'espressione, dei movimenti e della voce di quest'ultima. Proprio come accade coi bambini, i piccoli macachi hanno provato ad attirare l'attenzione delle madri, e hanno dimostrato di avere una certa consapevolezza delle reazioni emotive e delle interazioni analoga a quella degli esseri umani. Lo scambio di sguardi, l'imitazione del neonato, dalla sua gestualità fino ad arrivare ad accentuare la propria espressività facciale rappresentano i segni peculiari della comunicazione interpersonale sia nei macachi che negli esseri umani, e potrebbero essere un'espressione di apprezzamento nei confronti delle intenzioni e delle emozioni altrui.
"Per anni si è ritenuto che queste abilità fossero una prerogativa degli esseri umani, anche se comuni agli scimpanzé sotto certi aspetti", ha detto il professor Francesco Ferrari dell'Università degli Studi di Parma, in Italia.
I risultati ottenuti dall'equipe dimostrano che questa concezione non solo deve essere riconsiderata, ma provano che abbiamo appena iniziato a scoprire quali sono le qualità dei macachi nel campo dell'allevamento dei figli e della comunicazione.
I risultati della ricerca costituiscono l'interessante prova dell'origine del rapporto tra adulti e bambini negli esseri umani. I ricercatori hanno concluso: "Le nostre registrazioni dimostrano che quella degli esseri umani non è l'unica specie in cui viene utilizzata una comunicazione di tipo emotivo tra madre e neonato. Abbiamo invece l'opportunità di tracciare le origini evoluzionistiche di questi comportamenti, che sono considerati cruciali per l'istituzione di scambi sociali con gli altri macachi.
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