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Empatia: dipende dai geni o è acquisita?

 

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Nell'uso comune, l’empatia è la capacità di leggere fra le righe, di cogliere anche i segnali non verbali, offrendo la propria attenzione e mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali. Come direbbero gli anglosassoni "'in someone's shoes".

A svelarlo è uno studio condotto Sarina Rodrigues, dell’Oregon State University (Usa), e Laura Saslow, dell’University of California a Berkley. L’ossitocina è già stata collegata ad amore, fiducia ed è importante anche per parto e allattamento. Rodrigues, che studia lo stress nell’uomo, ha esaminato il Dna di 200 studenti di college, esaminando anche la loro propensione nei confronti degli altri. Le persone possono avere solo una delle tre combinazioni possibili del recettore dell’ossitocina: questo perché si eredita una copia del gene chiave da ciascun genitore, e dunque si può avere una versione AA, AG o GG.
Ebbene ricercatori hanno visto che i soggetti portatori di due copie G del gene sono risultati i più empatici, altruisti e reattivi alle situazioni stressanti rispetto agli altri.
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La stessa ricercatrice mette in guarda dal trarre troppe conclusioni dallo studio. Anche perché ci sono molte persone con il gene AA o AG che sono altruiste, empatiche e in grado di mettersi nei panni degli altri.
«Ho testato me stessa - racconta, infatti - e pur non essendo nel gruppo GG mi piace pensare di essere una persona molto attenta e piena di empatia per gli altri. Questi risultati possono aiutarci a capire che alcuni di noi sono nati con una tendenza a essere più empatici e a reagire meglio degli altri allo stress, e questo ci può aiutare a raggiungere anche altre persone che sono naturalmente più chiuse, perché - conclude - i legami sociali sono benefici per tutti».

(Fonte: La Stampa.it)