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Torna Coppola con «Segreti di Famiglia»

Il film inizia con l'improvviso arrivo del non ancora 18enne Bennie a Buenos Aires, dove si è volontariamente esiliato il fratello maggiore Angel, fuggito da un padre troppo invadente.
Tetro racconta la storia della famiglia Tetrocini: un patriarca direttore d'orchestra con un fratello, anch'egli musicista, suo feroce rivale; due figli (di madri diverse) che si ritrovano dopo anni in quel di Buenos Aires. Angelo, il maggiore, è stato in manicomio e ha tagliato i ponti con la famiglia. Benny, il minore, lo rintraccia perché vorrebbe capire alcuni misteri sul proprio passato.
È un melodramma familiare a forti tinte, che Coppola ha girato in bianco e nero nel quartiere più colorato del mondo, la Boca di Buenos Aires. Il fattore-creatività (papà e zio musicisti, Angelo scrittore fallito...) è dichiaratamente autobiografico, perché le generazioni di Coppola artisti sono ormai tre contando anche i figli di Francis, Roman e Sophia.
C'è molto Coppola nei Tetrocini (basti pensare che Roman e Sofia hanno lavorato nelle unità di regia secondarie), c'è cinema purissimo in quel bianco e nero – soprattutto nelle scene madri (anzi padri, vista la cattiveria di Brandauer) – ma anche tanto autoreferenziale compiacimento nelle lunghe pause riempite solo in parte dai guizzi di regia e dall'ottima prova del trio Gallo-Verdú-Ehrenreich.
La proiezione di Tetro è stata accolta da grandi applausi. Coppola è risorto per l'ennesima volta. Forse non sarà un capolavoro, ma è uno dei film più personali di una carriera inimitabile.
Fonte: Il Sole 24 ore.com
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