Transfert, controtransfert e tele

Come nelle altre forme di psicoterapia l’ipotesi centrale è che sia l’interazione a produrre risultati terapeutici.

Ma c’è una certa differenza tra tranfert e controtransfert definiti da Freud e il tele descritto da Moreno.

Per Freud si tratta di “una traslazione di sentimenti sulla persona dello psicanalista… già pronta e latente nel paziente… trasferita… al momento del trattamento analitico…” (Freud,Opere, Vol. VIII, pag. 391). Quanto al controtransfert, rappresenta il coinvolgimento dell’analista in seguito all’influenza del paziente sui suoi sentimenti inconsci.

Entrambi dunque indicano la proiezione di fantasie inconsce su un’altra persona e rivelano un ritorno delle emozioni, legate ad esperienze passate, sulla relazione attuale.

La descrizione che Moreno fa del tele parte da un esempio e si sviluppa così: “Io ho notato che quando un paziente è attratto dal terapeuta, oltre al transfert, si verifica un altro tipo di fenomeno. Quella parte del suo io che non è avvinta dall’autosuggestione si sente come all’interno del terapeuta. Valuta l’uomo dietro la scrivania e giudica intuitivamente di che tipo di uomo si tratti.

Questi sentimenti per la realtà effettiva, fisica o mentale di quell’uomo, sono chiamati relazione di tele.

Lo psicodramma da maggiore importanza al tele, in quanto relazione a due vie, simile nei due sensi, basata sulla reciprocità, particolarmente presente nella realtà e nella semirealtà del suo setting.

Lo psicodramma, in quanto processo psicoterapeutico, contiene transfert, controtransfert e tele.

Il transfert avviene soprattutto nei confronti di un ruolo, quello che lo psicoterapeuta, e gli altri agenti terapeutici dello psicodramma, rappresentano per il paziente: ruolo paterno, materno, di uomo saggio, gentiluomo, amante, modello, individuo solido e adattato.

Il tele avviene tra persone. Tra le persone che partecipano come pazienti, come tra la persona del terapeuta e la persona del paziente.